un’artista nato all’arte due volte

pic1IVANO FABBRI, un’artista nato all’arte due volte

Nella sua celebre opera del 1938 intitolata ”Homo ludens”, lo storico olandese Johan Huizinga sostiene che la storia dell’uomo mostri come esso, in quanto animale culturale, sia innanzitutto animale ludens. L’uomo come essere caratterizzato da una naturale tendenza al gioco, al divertimento. La dimensione del gioco è uno spazio di libertà. Il gioco, e quindi la cultura, è infatti- così scrive Huizinga – “anzitutto e soprattutto un atto libero” e in quanto tale esso sancisce la fuoriuscita dal piano puramente animale; fuoriuscita in cui consiste quella “seconda natura” che la cultura è poi per l’uomo. Ma l’uomo è anche, naturalmente, homo faber. Animale razionale, animale politico, animale capace di tecnica e relazione. L’uomo artefice, capace di creare, costruire, trasformare l’ambiente e la realtà in cui vive, adattandoli ai suoi bisogni.

Ivano Fabbri, homo faber ed homo ludens, a me sembra la personificazione perfetta dell’artista nato all’arte due volte. Lavoratore appassionato ed indefesso, sperimentatore di tecniche ardite ed innovative nella lavorazione dell’acciaio, egli è un artefice naturale e di successo. Un uomo capace di ottenere, grazie a grandi sacrifici e ostinata applicazione, risultati prestigiosi nel lavoro. E’ l’arte di riuscire nel proprio fare. L’homo ludens però reclama il suo diletto.

In Fabbri alberga il creativo, l’artista libero da vincoli di committenza ed impegno professionale. Ed in lui scaturisce, e si realizza con esiti felici e sorprendenti, la voglia di giocare con i materiali che così bene conosce e manipola. L’acciaio nelle mani di Ivano Fabbri diventa la plastilina di ogni bimbo, il foglio da disegnare con i pastelli colorati del più raffinato pittore. E’ l’arte del gioco, della creazione libera, della soddisfazione più intima.

Io ho sempre creduto che gli artisti migliori siano quelli che mostrano nel proprio fare un equilibrio fra la natura, intrinseca ad ogni essere umano, di faber e ludens: il rigore della conoscenza e la disciplina della tecnica espressiva sposati, e qui sta la magia dell’arte, con la libertà insindacabile del gioco e della leggerezza, con lo stupore, sempre infantile anche nell’età adulta, della sorpresa.

Se è vero, citando Huizinga, che “il gioco è libero, è libertà. Il gioco è superfluo. Il bisogno di esso è urgente solo in quanto il desiderio lo rende tale” io mi auguro che un artista come Ivano Fabbri abbia spazio e modo per esprimersi e amerò il suo gioco creativo.

 


ABRASIONI DI LUCE

5 dicembre 2015 – 13 febbraio 2016
La personale di IVANO FABBRI alla PoliArt Contemporary di Rovereto


 
FABBRI CS 2015 (1)